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sterilizzazione gatto maschio

Orchiectomia nel Gatto: pro e contro dell’intervento

Hai appena portato a casa il tuo tanto sognato gattino. Se vuoi mantenerlo in salute e avere un buon rapporto con lui sappi però che devi mettere in preventivo la sua sterilizzazione. Ti spieghiamo il perché in questo articolo.

Indice dell'articolo

Il gatto è un animale ancora molto legato alle sue abitudini ancestrali ed è, forse, uno degli animali che si è meno adattato alla vita casalinga, avendo quasi inalterati i suoi istinti.

Per questo motivo, soprattutto se si tratta di maschi che non sono destinati alla riproduzione (quindi non da allevamento) è necessario effettuare la castrazione per preservarli in salute più a lungo.

Perché castrare il gatto maschio?

I motivi per cui è bene effettuare la castrazione nel maschio sono molto simili a quelli che portano alla scelta di sterilizzare la gatta femmina.

  • Prevenzione di malattie: i gatti interi tendono a scappare e, se lasciati liberi di vagare, corrono il rischio di contrarre malattie virali gravi (come la Fiv o la Felv o Leucemia Felina) trasmesse attraverso la saliva, quindi dai morsi durante i combattimenti per il territorio o per le altre femmine in calore, ma anche di altre malattie infettive del gatto, come la Fip o malattie tipiche del tratto respiratorio.
  • Prevenzione di comportamenti molesti: il gatto intero tenuto in casa subisce un fortissimo richiamo alla libertà, soprattutto per il desiderio sessuale.
    Diventa aggressivo anche nei confronti del proprietario (esattamente come accade per i conigli maschi e femmine interi), effettua marcatura del territorio attraverso spruzzi di pipì lungo i muri e tutte le superfici, anche attraverso graffi di mobili divani e altre aree di casa.
    Vocalizi e miagolii saranno molto frequenti a tutte le ore.
  • Controllo del randagismo: un gatto intero che riesce a scappare non torna a casa, diventando, di fatto, un gatto randagio capace di riprodursi e aumentare il fenomeno della riproduzione di gattini di strada.
    Inoltre, sarà preda facile di incidenti stradali e traumi, combattimenti con morsi e graffi a volte mortali.

 

Gatti perché sterilizzarli

Orchiectomia nel gatto: in cosa consiste?

Per orchiectomia si intende un intervento chirurgico effettuato dal Medico Veterinario che consiste nell’asportazione di entrambi i testicoli.

È un intervento chirurgico e la procedura viene eseguita in anestesia generale gassosa.

Come per tutti gli interventi chirurgici, è essenziale una visita veterinaria preliminare che ne valuti la condizione di salute, insieme a una visita anestesiologica che mette il medico veterinario nelle condizioni di valutarne il giusto protocollo.

Tipi di intervento di orchiectomia nel gatto

Esistono tre possibili soluzioni per castrare il gatto: due chirurgiche e una medica.

  • La vasectomia: che consiste nella legatura e conseguente resezione dei dotti che trasportano lo sperma.
    Questa pratica è sconsigliata, perché non risolve il problemi comportamentali del gatto, causati dagli ormoni sessuali che, in questo intervento, rimangono presenti, nonostante il micio diventi sterile.
  • La castrazione chimica: che consiste nella somministrazione di farmaci che rendono sterile il gatto. Anche questa pratica non è consigliata in quanto poco pratica e con possibili effetti collaterali a lungo termine.
  • L’orchiectomia: in cui i testicoli vengono asportati attraverso una piccola breccia sulla sacca scrotale, dopo aver legato e tagliato i funicoli spermatici.
    Questa è la soluzione più idonea, perché poco invasiva, definitiva, ed efficace al 100%.

Vantaggi dell’orchiectomia nel gatto

L’orchiectomia ha il grande vantaggio di essere un intervento per nulla invasivo, efficace al 100% nel rendere sterile il felino, eliminare totalmente la causa di comportamenti molesti (gli ormoni).

Il vantaggio della castrazione risiede anche in una migliore gestione dello stress.

L’animale castrato vive una vita più serena e con maggior benessere soprattutto perché gli si potrebbe consentire di avere accesso all’esterno, laddove non ci siano pericoli troppo importanti come strade trafficate o cani predatori liberi nelle vicinanze.

A che età è si può castrare il gatto maschio?

Sull’età della castrazione nel gatto ci si deve confrontare con il suo sviluppo, con l’effettiva discesa del testicolo nello scroto, con la dimensione e razza del gatto e dalle sue condizioni di vita.

È possibile sterilizzare i gatti randagi già verso i 4 mesi di vita, senza conseguenze.

Per il gatto di casa si può attendere anche i 6/7 mesi, in dipendenza dalle razze.

gatto e sterilizzato può uscire all'esterno

Possibili effetti collaterali della sterilizzazione

I timori principali sono legati alla precocità dell’intervento, all’anestesia, alle conseguenze a lungo termine dell’assenza di ormoni.
Di solito non ci sono complicazioni dell’operazione, anche quando si effettua su esemplari maschi di colonie, per cui su gatti randagi che non possono ricevere cure nel periodo postoperatorio.

I protocolli anestesiologici moderni sono perfettamente rispettosi delle necessità del gattino giovane che, in buona salute, non avrà difficoltà a subire l’intervento che, tra l’altro, è anche molto veloce nella sua pratica.

Fondamentale sarà rispettare tutte le norme di igiene in sala operatoria e in fase di preparazione del gatto.

Inoltre, vengono fatte analisi del sangue preliminari, rx torace ed elettrocardiogramma per valutare la funzionalità renale e cardiaca a garanzia del buono stato di salute del micio.

Le conseguenze sul comportamento del gatto sono solo positive e non sono stati dimostrati problemi di sorta, come non ci sono evidenze che dimostrino problemi sulla salute del gatto, sul suo sviluppo a lungo termine.

Diversamente, gatti interi hanno certamente un’aspettativa di vita inferiore.

Come comportarsi prima e dopo l’intervento?

Le indicazioni per il giorno dell’intervento, le darà il tuo medico veterinario.
In linea generale, il gatto deve stare a digiuno da cibo e acqua almeno 8 ore prima dell’intervento.

Questa chirurgia non prevede ospedalizzazione o degenza, se non per il tempo strettamente necessario al risveglio, che avverrà subito dopo l’uscita dalla sala operatoria.

Il gatto potrà essere portato via a pieno risveglio, con il suo trasportino.

Il giorno dopo l’intervento riprenderà la sua normale vitalità e, anzi, dovrai cercare di tenerlo tranquillo. La convalescenza sarà piuttosto breve e semplice.

Di solito non sono necessari punti di sutura, come non sarà necessario l’utilizzo del collare elisabettiano, ciononostante sarà utile evitare che si lecchi la ferita, tenendolo controllato.
Nessun farmaco viene, di solito, somministrato.

Sterilizzazione e sovrappeso nel gatto

L’unica conseguenza dimostrata da diversi studi [1] è la tendenza a ingrassare del gatto castrato. Per questo motivo, a partire dall’età adulta sarà importante fare grande attenzione alla sua alimentazione.

Nel gatto castrato, come nel cane, è fondamentale non arrivare all’obesità perché poi sarà piuttosto complicato tornare a un peso corporeo corretto senza l’ausilio di un veterinario nutrizionista.

I gatti sterilizzati necessitano di alimenti e diete dedicate. Ecco alcuni accorgimenti da tenere per evitare di far ingrassare il micio:

  • evitare cibo calorico
  • evitare di lasciare la ciotola sempre a disposizione
  • preferire menu dedicati ai gatti sterilizzati (o diete fresche studiate ad hoc da veterinario nutrizionista).

La nutrizione, però, non è l’unico aspetto da tenere in considerazione.

Sarà importante anche utilizzare l’arricchimento ambientale adatto a far vivere anche gli spazi verticali di casa per stimolare il movimento, incentivare il gioco fin da cucciolo e interagire con il gatto.
Questo servirà anche a convivere più serenamente con il micio.

Questo aspetto non è da sottovalutare! Un gatto obeso è più a rischio di svariate malattie a partire dalle patologie delle vie urinarie che necessitano poi di cure particolari.

Sitografia

  1. Possibile aumento del peso nel gatto
  2. Effetti collaterali della sterilizzazione nel gatto

 

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