cardiomiopatia ipertrofica gatto

Cardiomiopatia ipertrofica nel gatto

La cardiomiopatia ipertrofica è una malattia genetica ereditaria che si manifesta in alcune razze feline. Vediamo di cosa si tratta

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Cardiomiopatia ipertrofica felina: cos'è?

Anche il gatto, come il cane, può essere colpito da malattie genetiche che provocano gravi danni cardiaci. Nel cane abbiamo visto la cardiomiopatia dilatativa.

La miocardiopatia ipertrofica è, invece, una patologia primaria del miocardio in grado di determinare ipertrofia del ventricolo sinistro e conseguenti gravi disturbi emodinamici in alcune razze di gatti e loro incroci.

È una malattia di tipo genetico ereditario, identificata in alcune razze feline con modalità di insorgenza e progressioni leggermente diverse.

A sinistra cuore sano, a destra cuore affetto da cardiomiopatia ipertrofica: aumento di spessore della parete ventricolare sinistra e del setto interventricolare, conseguente sovraccarico pressorio ventricolare sinistro.

Quali razze colpisce

Tra le razze predisposte vi sono:

  • Main Coon
  • Persiano
  • British Shorthair
  • Sphynx
  • Ragdolled
  • alcune altre razze a pelo lungo.

Purtroppo anche incroci non puri possono avere ereditato il gene della malattia e presentare un’anomalia anatomica cardiaca di gravità variabile.

Sintomi

La patologia non sempre esordisce con una sintomatologia facilmente riconoscibile tra le mura di casa.

Sono molti i soggetti ricevuti dal nostro pronto soccorso in stato di grave insufficienza cardiaca congestizia o ancora peggio colpiti da complicanze emodinamiche quali il tromboembolismo arterioso, in assenza di anamnesi (cioè storia clinica) remota o recente che indichino un sospetto di disfunzione cardiaca.

Screening di razza.

Al fine di accorgersi per tempo di eventuali problemi, per le razze sopraindicate, sono consigliabili:

  • una visita specialistica
  • un elettrocardiogramma
  • uno studio ecocardiografico

a circa 1 anno di età.

In base alla valutazione di criteri standardizzati, il medico veterinario cardiologo raccomanderà controlli successivi.

L’obbiettivo è duplice:

  • salvaguardare la salute del paziente esaminato monitorizzando l’attività cardiaca nel corso degli anni
  • impedire la trasmissione di un corredo genetico pericoloso alla progenie.

I gatti affetti da tale patologia, infatti sarebbe meglio che venissero esclusi dalla riproduzione.

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