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Antiparassitari per gatti: quale utilizzare?

Il tuo gatto, anche se vive in casa, ha bisogno di essere protetto dai parassiti! Spesso, però, ti trovi in difficoltà: non sai quale scegliere, non sai se sarà efficace e somministrarlo può essere una vera sfida!! Leggi questo articolo, ti servirà a comprendere la soluzione migliore per il tuo gatto e la vostra vita insieme.

Indice dell'articolo

Perché devo proteggere il mio gatto dai parassiti anche se vive in casa?

È la domanda che mi si pone con maggior frequenza e, son certa, che te lo stai chiedendo anche tu, che magari non proteggi il tuo gatto!

La risposa è semplice: perché i parassiti possono raggiungerlo anche se vive sempre confinato in casa.
(Cosa che, a dirla tutta, non è molto bella per lui, perché avrebbe diritto a vivere una vita anche fuori da essa, ma questo è altro argomento).

Parassiti dei gatti

Quali parassiti potrebbero infestare il gatto?

Sono tantissimi, sia interni (intestinali e polmonari) che esterni.

Vediamo in breve un elenco partendo dai parassiti interni.

Vermi intestinali del gatto

Ascaridi (zoonosi) – vermi tondi

Sono tipici dei gattini e sono i caratteristici vermi “a spaghetto”. 
Nutrendosi delle sostanze presenti nel primo intestino sono particolarmente debilitanti per la crescita del piccolo, anche perché possono raggiungere un numero ragguardevole, nell’ordine delle centinaia!

Producono delle uova molto resistenti nell’ambiente esterno.

Come si infesta il gatto?

Essendo tipici dei gattini, questi si infestano prendendoli dalla madre, per via galattogena (dal latte delle mammelle).
Le uova, poi disperse nell’ambiente possono essere assunte non solo da altri gatti, o dallo stesso gatto infestato durante attività di grooming,  ma anche da ospiti occasionali (uccelli, piccoli roditori) che, predati, diventano a loro volta diffusori.

Attenzione perché questi vermi possono attecchire anche nell’uomo (soprattutto nei bambini), diventando delle Larve Migrans (larve migranti).

Esse infatti, non riuscendo a diventare adulte nell’uomo, viaggiano all’interno dell’organismo del bambino andando a depositarsi in organi bersaglio come gli occhi, muscoli e altri.

Ecco perché le misure igieniche e la prevenzione dai parassiti nei gatti è fondamentale anche per la nostra salute.

Anchilostomi

Sono vermi più piccoli (anch’essi tondi), ma con un apparato buccale con dei denti che erodono la mucosa intestinale aggrappandosi ad essa per nutrirsi di sangue.

Nell’ambiente si trovano sottoforma di larve, meno resistenti rispetto alle uova degli ascaridi.
Il loro habitat sono i luoghi ombreggiati e umidi (canili, gattili, zone con temperature miti).

I gatti possono infestarsi non solo per ingestione, ma anche attraverso la cute, essendo le larve in grado di penetrarvi, oltre che per via galattogena, dai piccoli alla madre.

Interessante ricordare che, una volta incontrato, i soggetti pare riescano a sviluppare un’immunità che consente loro di non reinfestarsi o, quantomeno, di riuscire a difendersi dal parassita in modo efficace.

Vermi polmonari – Strongili nel gatto

Poco noti e sottodiagnosticati, questi vermi possono provocare gravi danni nel gatto.

Invece di insediarsi nell’intestino si depositano a livello del polmone, nella sua parte funzionale (alveoli e bronchioli).

Pochi sanno che questo verme può raggiungere il gatto non soltanto attraverso l’ingestione della lumaca (ospite intermedio più noto) ma soprattutto attraverso l’ingestione di altre piccole prede (come piccoli roditori).

Questo perché il parassita si è adattato all’ambiente e ha trovato il  modo di raggiungere il suo ospite definitivo (il gatto) attraverso altre vie.

Inoltre, possono essere trasmessi anche attraverso il latte materno.

Cestodi – tenie nel gatto

Passiamo ai vermi piatti che possono infestare i nostri gatti: le tenie!

Le tenie parassitizzano l’intestino rimanendo ancorati al suo interno grazie a un apparato buccale uncinato.

Possono raggiungere una lunghezza importante.
Crescendo rilasciano nell’ambiente, attraverso le feci, dei piccoli segmenti terminali del loro corpo (le proglottidi) ripiene di uova.

Sono le pulci a essere ghiotte di queste uova, le quali, salendo sul gatto fanno terminare il ciclo venendo ingerite dal gatto stesso che, mordendosi e leccandosi per il prurito, le assumono.

Le proglottidi poi, spesso rimangono attaccate nelle vicinanze dell’ano e il gatto le assume (reinfestandosi) anche durante l’attività di grooming.

Infine, come al solito, le piccole prede dei gatti che escono, fanno da ulteriore fonte di reinfestazione.

 

Sintomi di infestazione da vermi nel gatto

Vermi intestinali – che sintomi provocano?

Nel gatto adulto, la sintomatologia è per lo più assente.
Solo in caso di infestazione massiccia si possono notare sintomi come vomito, diarrea e anemia.

Questa condizione, se si protrae può provocare conseguenze anche gravi.

Nei gattini di giovane età, se non trattati si possono avere sintomi gravi, fino alla morte, soprattutto in caso di infestazione da Anchilostomi che, aderendo alla mucosa intestinale e nutrendosi di sangue possono arrivare a uccidere l’intera nidiata.

Vermi polmonari – come si manifestano?

Come detto, la presenza di questi vermi è sottovalutata, spesso mostrano una sintomatologia poco evidente (paucisintomatici).

È proprio in questa fase che divengono pericolosi, in quanto perpetuano il ciclo biologico del parassita.

I gatti manifestano soprattutto sintomi respiratori:

  • tosse cronica non rispondente alle terapie
  • scolo nasale e congiuntivale
  • starnuti

ma anche sintomi neurologici o oculari.

I sintomi si aggravano nel gattino e nei soggetti con stato immunitario poco competente.

Sintomi di infestazione da tenia

La sintomatologia di solito è blanda, ma se non trattata può portare comunque a problemi gastrointestinali e malassorbimento.

Parassiti esterni dei gatti

Pulci e zecche sono certamente i parassiti che possono infestare il gatto con maggior frequenza.

La loro infestazione può essere particolarmente fastidiosa provocando fenomeni allergici con prurito, dermatiti e anemie da moderate a gravi a seconda del grado di infestazione.

La zecca e la pulce sono parassiti vettori di malattie del sangue. Attraverso il loro morso possono (se infette) iniettare microrganismi che attaccano i globuli rossi distruggendoli.

Acari del gatto

Alcuni sono portatori di malattie note con il termine di Rogne, e possono essere sia diffuse su tutto il corpo (Rogna notoedrica) che localizzata alle sole orecchie (Rogna dell’orecchio), provocando gravi otiti molto pruriginose e fastidiose.

Perché è importante fare prevenzione e non solo trattare?

Come abbiamo visto, la maggior parte delle infestazioni da parassiti è quasi totalmente asintomatica.

Questo significa che un gatto è potenzialmente sempre un eliminatore di parassiti, nonostante non ci si stia rendendo conto della presenza di una infestazione.

Il gatto può infestarsi più volte all’anno e quindi non basta trattarlo con una singola somministrazione per essere tranquilli.

Le condizioni climatiche hanno reso più resistenti i parassiti che, per conto loro, si sono anche maggiormente adattati anche ai principi attivi farmacologici presenti.

I gatti potrebbero infestarsi anche attraverso il contatto con piccole prede, scavando buche nel giardino, predando uccellini ecc.

Inoltre, anche il gatto che vive confinato in casa può infestarsi soprattutto da uova di pulci, che possono essere portate in casa dalle suole delle scarpe.

Le pulci, infatti, vivono molto bene soprattutto in ambito urbano perché trovano le condizioni climatiche più favorevoli al loro sviluppo e crescita.

Se poi convivono con un cane che ha accesso all’esterno, a maggior ragione potrebbe infestarsi anche attraverso di esso.

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Profilassi antiparassitaria per i gatti.

La prevenzione antiparassitaria e le modalità con cui questa è da affrontare è stata ampiamente studiata e stabilita da un ente internazionale l’ESCCAP.

Questo ha fornito delle priorità, categorizzando i gatti in soggetti a medio, alto e altissimo rischio di infestazione.

Nota che non esiste un basso rischio.

A seconda delle condizioni di vita, età, zona di residenza si consiglia di trattare ogni 2 settimane, fino a 4 volte all’anno.

Linee Guido Esccap trattamento gatti antiparassitari
 

Come somministro l’antiparassitario al gatto?

Esistono diverse formulazioni:

  • compresse
  • collarini
  • spot-on.

L’efficacia dei principi attivi attualmente presenti è buona per i parassiti interni ma spesso, meno buona, soprattutto contro parassiti esterni.

Non è infrequente, infatti, trovare pulci o zecche su soggetti trattati, camminare ancora vive sul gatto.

Il vero ostacolo poi, è che il gatto non ama prendere le compresse (e potrebbe diventare una vera impresa farlo, soprattutto se ne deve prendere anche per altre patologie).
Allo stesso modo potrebbe diventare intollerante anche alla sola vista di pipette.

I collarini poi, potrebbero non essere utilizzabili in soggetti che escono, perché potrebbero incastrarsi in rami o inferriate ferendo gravemente l’animale.

Ancora una volta, in soggetti che hanno accesso all’esterno, spesso non rientrano con regolarità e potrebbero non essere “disponibili” il giorno esatto del trattamento.

Ecco perché il presidio migliore dovrebbe essere quello che, a parità di efficacia, riesce a essere somministrato con la frequenza minore, nel formato meglio accettato.

Oggi abbiamo a disposizione un nuovo principio attivo, il Tigolaner che ha diversi vantaggi:

  • somministrazione in spot-on
  • largo spettro d’azione (efficace contro parassiti interni ed esterni)
  • efficace per 3 mesi (13 settimane).

Essendo un nuovo principio attivo è più efficace contro i parassiti esterni che non sono ancora resistenti ad esso.

Vuoi maggiori informazioni? Contatta il centro Veterinario BluVet più vicino a te.

Scarica la guida per un efficace trattamento contro i parassiti da qui

 

Questo articolo è tratto dal webinar “parassiti del gatto: guida all’efficace prevenzione”, con la partecipazione non condizionante di Vetoquinol.

 

 

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