leptospirosi

Leptospirosi nel cane: ecco cosa devi sapere

Hai mai sentito parlare di malattie trasmesse dai topi e dai ratti? Oggi ti vogliamo parlare di una patologia che riguarda i cani, ma anche l’uomo: la leptospirosi.

Indice dell'articolo

La leptospirosi è una malattia di cui si parla poco ma che continua a rappresentare una zoonosi, dimenticata, ma di grande importanza per la salute umana e animale.

Nel cane rappresenta una malattia grave che può portare a morte il soggetto colpito nel giro di pochi giorni.
Nell’uomo, invece, fino a qualche anno fa veniva considerata una malattia professionale di chi lavorava nelle risaie, oltre che di allevatori, veterinari e addetti alle ispezioni delle carni, ma oggi sono considerate a rischio tutte quelle figure che possono essere a contatto diretto e frequente con acque stagnanti di acqua dolce contaminate:

  • cacciatori 
  • escursionisti 
  • bagnanti 
  • pescatori 
  • persone a contatto con terreni agricoli, discariche, cantieri 
  • soggetti sportivi che partecipano a eventi atletici (e in particolare a gare di triathlon) 
  • persone che vanno nei boschi a cercare funghi e a raccogliere castagne 
  • proprietari che passeggiano con il proprio cane lungo gli argini dei fiumi.

Secondo i dati dell’OMS, la malattia porta a morte 60.000 persone ogni anno nel mondo, ma i numeri sono certamente più alti.(Fonte)

La malattia è soggetta a obbligo di denuncia

Quali sono i responsabili di leptospirosi?

La patologia è provocata da batteri noti come spirochete per la loro particolare forma allungata a spirale.
La maggior parte delle leptospire patogene appartiene alla specie Leptospira interrogans che comprende diversi sierogruppi, al cui interno sono contenute moltissime sierovarianti (o serovar), ognuna delle quali è responsabile di forme più o meno gravi di malattia.

Le leptospire hanno degli ospiti accidentali (chiamati anche definitivi, come il cane) in cui la malattia si rende manifesta, e degli ospiti di mantenimento (o serbatoio) all’interno dei quali le leptospire convivono senza causare sintomi particolari.
In effetti, proprio grazie a questi ospiti che non risentono in modo particolare dell’infezione, le leptospire si possono replicare e diffondere nell’ambiente.

animali serbatoio di leptospirosi 1024x576

 

Gli ospiti intermedi (i serbatoi del batterio) sono davvero moltissimi: in essi le leptospire si insediano a livello renale e lì possono permanere per tutta la vita degli animali, venendo escrete in modo continuativo nell’ambiente attraverso le urine.

A seconda delle sierovarianti, i possibili serbatoi sono animali domestici e selvatici (Fonte):

  • piccoli mammiferi (es., ratti, topi, ricci, nutrie, lepri)
  • ungulati selvatici (es., cervi) e domestici (bovini, ovini)
  • suini e cinghiali.

Nel 2021, la malattia è stata descritta anche in un lupo in Friuli-Venezia Giulia: questa rappresenta la prima segnalazione della malattia in questa specie in Europa; il lupo è stato però considerato una vittima accidentale più che un serbatoio di infezione. (Fonte)

Come contrae la leptospirosi il cane?

Per comprendere come si infetta il cane, è necessario capire come riesce a sopravvivere il batterio al di fuori dell’ospite.

La resistenza ambientale delle leptospire è limitata.
Nell’ambiente esterno le leptospire possono sopravvivere in acque stagnanti, canali, terreni umidi e fogne, dove trovano condizioni favorevoli di umidità e temperatura.
Nelle urine vengono inattivate in poche ore, a meno che queste non vengano diluite in acque stagnanti o terreni umidi, dove invece possono persistere vitali per 3-6 settimane.
Ecco perché la leptospirosi era considerata fino a poco tempo fa una malattia stagionale con epidemie soprattutto estive legate alle forti piogge e alle inondazioni: oggi, con i cambiamenti climatici che caratterizzano gli ultimi anni, la leptospirosi può presentarsi molto più frequentemente.

Il batterio viene escreto nelle urine degli animali portatori, contaminando così acque e suolo e infettando gli ospiti bersaglio attraverso:  

  • soluzioni di continuo (ferite)
  • abrasioni cutanee
  • cute integra, ma dopo lunga immersione in acque contaminate (Fonte)
  • contatto con le mucose.

Di conseguenza, un cane che fa il bagno in pozzanghere contaminate o che beve acqua contaminata può infettarsi e ammalarsi.

leptospirosi nel cane come si contamina 1024x576

 

A differenza del passato, quando la malattia era segnalata principalmente in cani maschi adulti di grossa taglia e con accesso ad ambienti rurali umidi con acque stagnanti, oggi la leptospirosi viene diagnosticata anche in cani di piccola taglia, che vivono principalmente in ambienti casalinghi e con accesso limitato all’ambiente rurale, in quanto questi seguono spesso i loro proprietari in tutte le attività urbane ed extraurbane; inoltre molti ospiti serbatoio (come ad esempio ricci e nutrie) sempre più spesso frequentano ambienti cittadini (es. parchi e giardini pubblici), aumentando quindi il rischio di contaminazione dell’ambiente.

Come la contrae l’uomo?

L’uomo si infetta allo stesso modo del cane: direttamente per contatto con urina o tessuti infetti, o indirettamente per contatto con acqua o terreni contaminati. Le vie di ingresso abituali sono la cute abrasa e le mucose esposte (congiuntivale, nasale, orale) (Fonte).

Come si manifesta la malattia nel cane?

La malattia si manifesta in modo più o meno grave a seconda della sierovariante coinvolta con forme da subcliniche a gravi e potenzialmente letali.
La leptospirosi è tipicamente una malattia infiammatoria acuta/iperacuta ad elevata mortalità, il cui esito dipende dall’età del soggetto colpito e dalla sua risposta immunitaria. I segni clinici principali di leptospirosi acuta sono legati a un’insufficienza renale ed epatica acuta con possibilità a volte di cronicizzazione.

I segni clinici sono molto variabili e a volte inapparenti:

  • Febbre
  • Abbattimento e anoressia
  • Vomito
  • Diarrea
  • Disidratazione
  • Dolore addominale
  • Rigidità e dolori muscoloscheletrici
  • Aumento della sete (polidipsia) e aumento dell’urinazione (poliuria)
  • Sintomi respiratori (es., respiro veloce, difficoltà respiratorie),
  • Emorragie e sanguinamenti a diversa localizzazione.

Con il peggioramento delle condizioni, possono comparire ittero (cute e mucose giallastre) e urine marroni (color Coca-Cola).

Se non si interviene per tempo, il cane può morire nel giro di pochi giorni (da 3 a 20).

Come capire se il cane ha la leptospirosi?

In caso di presenza di sintomi riconducibili a leptospirosi, è certamente necessario rivolgersi prontamente al proprio medico veterinario, che, in base alla sintomatologia, alla raccolta dell’anamnesi e ai riscontri della visita clinica, avvierà accertamenti per formulare la corretta diagnosi.

Nella fattispecie saranno richiesti degli esami per la ricerca degli anticorpi prodotti dal cane infetto in seguito al contatto con il batterio, da eseguire preferenzialmente su due campioni di sangue prelevati a distanza di 1-2 settimane l’uno dall’altro (i cosiddetti siero acuto e siero convalescente), ed eventualmente degli esami di laboratorio (es., PCR) per la ricerca del batterio (nel sangue o nelle urine a seconda del tempo intercorso dall’infezione).

Come trattare la leptospirosi?      

Il medico veterinario consiglierà una terapia di supporto per ristabilire l’equilibrio degli organi colpiti e controllare le eventuali complicanze instauratesi, e prescriverà una terapia antibiotica anche prima della conferma diagnostica da parte del laboratorio.

Per il trattamento antibiotico, utile soprattutto quando somministrato all’inizio della malattia, il veterinario prediligerà l’antimicrobico più adatto a ogni singola situazione (es., doxiciclina, penicillina, ampicillina, amoxicillina).

In caso di insufficienza renale acuta, poi, il veterinario prescriverà delle terapie di supporto (es., fluidoterapia, gestione del dolore, supporto nutrizionale, antiemetici, gastroprotettori, ecc.)
Nei casi più gravi e in pazienti anurici (non urinano) o oligurici (urinano  poco), potrebbe essere opportuno ricorrere alla dialisi quando, dopo 24-48 ore, la terapia medica standard non è risultata efficace.

Come prevenire la leptospirosi

La prevenzione della leptospirosi nel cane è possibile attraverso la vaccinazione.

Altre misure preventive, molto difficili da applicare, possono essere rappresentate dal tentativo di evitare il contatto con pozze di acqua stagnante o di limitare l’ingresso di animali selvatici quando si vive in campagna, cosa quasi impossibile vista la moltitudine di animali serbatoio.

 

La vaccinazione contro la leptospirosi nel cane è efficace?

Già da diversi anni sono disponibili sul mercato italiano vaccini contenenti fino a 4 delle sierovarianti più frequenti nel nostro paese: questi rappresentano i vaccini di scelta e devono sostituire i vaccini bivalenti (i cosiddetti L2 contenenti solo 2 sierovarianti), considerati ormai da tutta la comunità scientifica come non raccomandati perché non sufficientemente protettivi.

Un recente studio dell’IZS delle Venezie ha confermato la circolazione in Italia di sierovarianti di sierogruppi diversi di leptospira, alcune presenti nelle formulazioni vaccinali (es., Icterohaemorrhagiae, grippotyphosa, australis) e altre no (es., pomona):

I dati sierologici sul cane suggeriscono l’utilità di vaccini che comprendano più sierogruppi rispetto a quelli utilizzati nei decenni precedenti; tuttavia, non è garantita una protezione completa.
In particolare, è stata evidenziata la circolazione del sierogruppo pomona, che attualmente non è coperto da nessun vaccino in commercio.

Le misure consigliate sono quindi quelle di utilizzare vaccini che forniscano la più ampia copertura possibile (vale a dire il più alto numero di sierovarianti): questi necessitano di una prima inoculazione con un richiamo dopo 3-4 settimane per il primo ciclo vaccinale e successivamente richiami annuali.

Tale profilassi è fondamentale anche per tenere sotto controllo la salute nell’uomo, per il quale, per lo meno in Italia, non esiste una vaccinazione efficace.

La leptospirosi c’è anche nel gatto?

La letteratura sul ruolo del gatto come ospite di leptospire è ancora oggi scarsa.
I gatti possono infettarsi e produrre anticorpi contro questi batteri, così come è possibile l’escrezione urinaria dei batteri. La positività dei gatti è stata associata al consumo di prede infette, soprattutto roditori, e di conseguenza i gatti con accesso all’esterno hanno maggiore probabilità di positivizzarsi.

Raramente un gatto infetto manifesta, però, una sintomatologia clinica e non è noto quale sia il suo ruolo nella trasmissione della malattia; in gatti con malattia renale cronica è stato suggerito, ma non ancora dimostrato, un possibile ruolo della leptospirosi nell’insorgenza della malattia.

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Leggi il suo libro “Vaccini e vaccinazioni degli animali da compagnia e se vuoi una guida per una serena e felice convivenza con il tuo cane, non puoi proprio perdere “Un Cane In Famiglia“.

 

Bibliografia e sitografia:
  • Vaccini e vaccinazioni degli animali da compagnia – Ed. EDRA (2020) – Paola Dall’Ara
  • Un cane in famiglia – Ed. LSWR (2021) – Paola Dall’Ara, Francesco Servida, Clara Palestrini, Eleonora Fusi, Paola Fossati
  • Manuale di malattie infettive del cane e del gatto – Ed. Veterinarie (2014) – Stefano Bo
  • Infectious diseases of the dog and cat – 4th ed. Elsevier (2012) – Craig E. Greene
  • Leptospirosis in cats: current literature review to guide diagnosis and management – Journal of Feline Medicine and Surgery, (2020) 22, 216–228, Andrea Murillo
  • Cercare funghi e trovare leptospire – La Settimana Veterinaria, 993, 18-21, 2017, Paola Dall’Ara
  • Leptospirosi in cani e gatti. La circolazione in Italia e l’efficacia di metodi diagnostici e vaccini – 18 Ottobre 2016, IZS delle Venezie, Pagina web: https://www.izsvenezie.it/leptospirosi-cani-gatti-italia/
  • Leptospirosi canina, i genotipi che circolano nel Nord Est italiano e l’efficacia dei vaccini disponibili – 21 Ottobre 2020, IZS delle Venezie, Pagina web: https://www.izsvenezie.it/leptospirosi-canina-genotipi-nordest-efficacia-vaccini/
  • Leptospirosi canina (percorsi diagnostici) – 15 gennaio 2021, Alda Natale per IZSVePets, Pagina web: https://www.izsvepets.it/leptospirosi-canina-percorsi-diagnostici/
  • Prima segnalazione di leptospirosi nel lupo in Europa – 21 ottobre 2021, IZS delle Venezie, Pagina web: https://www.izsvenezie.it/prima-segnalazione-leptospirosi-lupo-europa/
  • Serological surveillance of leptospirosis in Italy: two‑year national data (2010‑2011). Veterinaria Italiana, 52, 129-138, 2016 – Tagliabue S. et al., Pagina web: https://www.izs.it/vet_italiana/2016/52_2/VetIt_58_169_2.pdf
  • Leptospirosi – IZS delle Venezie, Pagina web: https://www.izsvenezie.it/temi/malattie-patogeni/leptospirosi/
  • Leptospirosi – Schede informative, IZS Teramo, Pagina web: https://www.izs.it/IZS/Engine/RAServeFile.php/f/pdf_normativa/Iuvene_schede_informative/Leptospirosi.pdf
  • Leptospirosi – Manuale MSD versione per i professionisti, Larry M. Bush & Matia T. Vasquez-Pertejo,2020, Pagina web: https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/malattie-infettive/spirochete/leptospirosi
  • Parigi, guerra alla “malattia del ratto” – Etienne Jacob per La Repubblica, 7 Ottobre 2020, Pagina web: https://www.repubblica.it/esteri/2020/10/07/news/le_figaro_ratti_a_parigi_leading_european_newspaper_alliance-301070731/

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