come si diventa Vet Manager

VetManager: chi è e come si diventa

Le conoscenze medico scientifiche oggi non sono più sufficienti per la gestione moderna di una struttura veterinaria. Da qui la necessità di introdurre una nuova figura come il Vet Manager. Scopriamo il percorso della dott.ssa Laura Barbuio, Vet Manager della Clinica Veterinaria Lainate

Indice dell'articolo

Negli ultimi vent’anni, il settore veterinario ha subito una reale ed evidente trasformazione.
I dati mostrano una crescita delle strutture medio/grandi: più cliniche e ospedali a scapito degli ambulatori.

Da questo deriva che anche l’operatività e la conformazione di una struttura veterinaria si siano modificate nel tempo.

La struttura veterinaria moderna.

I cambiamenti che si registrano dal 2006 a oggi portano alla presenza di una struttura veterinaria con più soci e un organico composto da diversi collaboratori più giovani ma anche dipendenti non veterinari (per garantire ad esempio un adeguato servizio di segreteria).

Inoltre, non possiamo trascurare come Internet sia entrato ormai a far parte degli strumenti indispensabili per il lavoro di un veterinario, così come le esigenze della libera professione.

La formazione e l’aggiornamento continuo sono parte integrante della vita dei professionisti.

I veterinari devono affrontare un mercato sempre più competitivo per l’esistenza di nuovi e costosi progressi dell’apparecchiatura chirurgica, dei trattamenti medici, dell’uso della tecnologia informatica e della comunicazione.

A questo si affianca un aumento significativo degli investimenti in attrezzature e strumentazione così come un incremento delle responsabilità riferibili alla complessa gestione delle imprese veterinarie.

Al centro della professione veterinaria, rimangono sempre il benessere del paziente e le competenze medico-scientifiche, tuttavia, per una gestione moderna dell’impresa veterinaria è fondamentale integrare alle conoscenze cliniche una gestione manageriale migliorando così la qualità dei servizi e la relazione con il cliente

Come si diventa Vet Manager: il mio percorso

Qualcuno ha detto: “Studio, sacrificio, preparazione e…diritto all’errore”.

Il mio percorso è cominciato diversi anni fa da Direttore Sanitario per poi proseguire, negli ultimi anni, con specifici corsi di natura manageriale, in virtù di quello che ti ho appena raccontato.

Tra le mie esperienze verso questa nuova “sfumatura professionale”, mi piace sottolineare:

  • tre anni (dal 2015 al 2017) in clinica con Cure SRL – Società di Consulenza e Formazione Manageriale per Medici Veterinari che ha strutturato un’attività di affiancamento, di condivisione e incontri con il Direttore Sanitario e con tutto lo staff che hanno preso l’impegno di affrontare una revisione organizzativa nell’ambito della propria struttura;
  • il Master di formazione manageriale per Medici Veterinari (presso Università Bocconi SDA di Milano, da novembre 2016 a novembre 2017).

Queste sono state infatti due tappe fondamentali per arrivare a sostenere il 30 Novembre 2017, l’Esame di certificazione delle competenze da Vet Manager (F.C.C Organo Certificatore – Certificazione a valenza europea in conformità con il documento tecnico normativo ‘CWA16979’).

Il percorso non finisce qui.

La certificazione da Vet Manager richiede aggiornamento costante e rivalutazione annuale.

Ogni anno è necessario presentare per iscritto il percorso di attività e di aggiornamento obbligatorio attuato, per poter ottenerne il rinnovo.

Inoltre, ogni 3 o 5 anni, a seconda del parere dell’Ente Certificatore sull’operato presentato annualmente dal Vet Manager, quest’ultimo deve superare un esame a dimostrazione delle abilità acquisite, per ottenere ulteriore rinnovo della qualifica.

Il mancato rinnovo determina la cancellazione dal Registro dei Vet Manager, a sottolineare l’importanza delle competenze richieste per svolgere questo ruolo.

Nel mio caso, ad esempio, da Marzo 2018 a Giugno 2018, ho partecipato al Corso di Buone Pratiche Veterinarie: un percorso di qualità secondo un Disciplinare Europeo di Buone Pratiche Veterinarie.
Questo Codice FVE-UEVP propone uno standard, volontario, per tutte le strutture veterinarie europee del settore animali da compagnia, propedeutico alla certificazione di qualità (ISO 9001:2000).

Vet Manager: quali sono le mansioni

Il Vet Manager è tenuto al rispetto di un Codice Etico che ha sottoscritto.

Gestisce e organizza una struttura veterinaria applicando metodologie manageriali per produrre salute, mira a realizzare un cambiamento attraverso l’applicazione di strumenti manageriali che portino sviluppo e crescita.

Gestione delle risorse umane

Il suo ruolo in questo ambito abbraccia:

  • valorizzazione dei punti di forza
  • definizione delle aree di miglioramento
  • porre in evidenza gli eventuali limiti oggettivi del personale di struttura, medico, infermieristico e di segreteria.
  • capire le dinamiche interne al team e quelle organizzative
  • saper responsabilizzare le diverse figure e risolvere gli eventuali problemi che si presentano
  • definire rapporti commerciali con personale sia interno che esterno
  • pianificazione del personale.
  • metodologie nei processi di lavoro
  • ridurre sprechi e valorizzare il tempo di lavoro.

Gestione di progetti per nuovi servizi: valutazione economica e analisi finanziaria.

La valutazione finanziaria è costante per mantenere un giusto equilibrio tra le risorse disponibili e presenti e quelle necessarie per migliorare, utilizzando l’analisi interna (fatturati, fonti generanti, listini, aree di business, gestione del magazzino, contratti collaboratori) ed esterna (mercato e innovazione).

Come conciliare il lavoro di Vet Manager con quello di veterinario

Conciliare il lavoro da veterinario con quello del Vet Manager è difficile: sono due lavori molto diversi tra loro anche se l’uno (vet manager) non è possibile senza aver vissuto l’altro (veterinario).

Una delle problematiche maggiori è la gestione del tempo in relazione alle diverse attività da svolgere.

Durante il Master in Bocconi ci è stato lasciato uno schema di gestione del tempo come memo del concetto secondo il quale l’attività di Vet Manager deve occupare la totalità del tempo di lavoro per essere attuata in modo ottimale.

La suddivisione indicava:

  • team building (fino al 60% del tempo)
  • relazioni con i clienti (meno del 20%)
  • lavoro clinico (meno del 20%)
  • gestione commerciale (meno del 10%)
  • mansioni amministrative (meno del 10%)

Difficile rinunciare al lavoro da veterinario: è la classica professione a cui ci si attacca per una vita, soprattutto quando la si è intrapresa per libera scelta.

In questi anni sto gradualmente accettando e compiendo il passaggio da un’attività all’altra grazie alla motivazione e alla passione che mi spingono ogni giorno a realizzare il mio sogno:

garantire il benessere del paziente in una struttura che possa offrire una ottimale gamma di servizi, grazie a un team con competenze medico-scientifiche di qualità, affiatato e consolidato.

Proprio per questo, diventa indispensabile il supporto di altra figura professionale che sostenga i nostri veterinari, soprattutto nelle molteplici attività di gestione aziendale, rappresentata appunto dal Vet Manager.

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