Cardiomiopatia dilatativa del cane

Cardiomiopatia dilatativa di cosa si tratta?

La miocardiopatia dilatativa è una malattia cardiaca di tipo genetico-familiare che può portare a morte il paziente anche improvvisamente: scopriamo di cosa si tratta

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Cardiomiopatia dilatativa

La miocardiopatia dilatativa è una malattia cardiaca di tipo genetico-familiare che porta a progressiva dilatazione delle camere cardiache con diminuzione della normale funzione sistolica e successiva insufficienza cardiaca anterograda.

Razze predisposte alla malattia

Le razze predisposte sono numerose.

In particolare, le taglie grandi-giganti sono le più colpite:

  • dobermann
  • alano
  • terranova
  • irish-wolfound
  • cocker
  • bovaro bernese
  • cane da acqua portoghese.

A seconda della razza la miocardiopatia dilatativa si manifesta in maniera differente.

La razza Boxer invece, può essere portatrice di una malattia genetica responsabile della cardiomiopatia aritmogena ventricolare destra.

Cause della miocardiopatia dilatativa

Nella maggior parte delle razze esaminate, la malattia è portata da geni che vengono detti a penetranza incompleta, cioè con espressione variabile della sintomatologia.

Sfortunatamente, la ricerca ancora non ha reso disponibili test genetici in grado di discriminare fin dai primi mesi di vita i soggetti positivi.

Sintomi di malattia

La Miocardiopatia dilatativa ha sintomi spesso aspecifici non sempre facilmente identificabili.
Il cuore è un organo con una grande capacità di compensazione e per questo l’organismo non mostra segni esteriormente se non quando lo scompenso cardiaco è già allo stadio più avanzato.

L’unico modo per rendersi conto della sua presenza in fase asintomatica è sottoporre i soggetti ad esami di approfondimento specifici.

Sintomi di malattia conclamata sono quelli tipici dell’insufficienza cardiaca congestizia:

  • difficoltà respiratoria
  • perdita di peso
  • anoressia
  • intolleranza all’esercizio o movimento
  • sincope.

Prevenzione e controlli da effettuare

Lo screening di razza per esclusione di cardiomiopatia dilatativa prevede
Una visita cardiologica dei soggetti a rischio a partire dai 3 anni di età.

Il limite massimo di insorgenza della patologia è riscontrato essere di circa 7 anni.

La visita specialistica comprende:

  • una visita clinica
  • uno studio ecocardiografico completo
  • l’elettrocardiogramma.

In base a criteri di misurazione ecocardiografica ed elettrocardiografica, sarà consigliato al paziente un controllo semestrale oppure annuale.

Malattia occulta: come metterla in evidenza?

Il rilievo di alterazioni elettrocardiografiche, in pazienti asintomatici ci aiuta a scoprire i soggetti malati in fase “occulta”, così chiamata per l’assenza di alterazioni ecocardiografiche evidenti.

In tale circostanza, il medico veterinario cardiologo propone l’esame elettrocardiografico per 24 ore (Holter).

In questo modo si potrà classificare il paziente in base alla gravità e in maniera da monitorare e ritardare, per quanto possibile, la progressione della patologia irreversibile, insieme alla disfunzione cardiaca secondaria.

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