tartarughe e testuggini problemi

Malattie delle tartarughe e testuggini

Le malattie delle tartarughe e testuggini sono difficilmente riconoscibili perché si manifestano in forma cronica. Solo quando si aggravano diventano palesi al proprietario. Nell'articolo facciamo luce su queste malattie.

Indice dell'articolo

Patologie di tartarughe e testuggini, come si manifestano?

Le patologie che vengono riscontrate con maggior frequenza in testuggini e tartarughe domestiche sono di natura cronica.
Nelle fasi terminali della malattia, la sintomatologia si accentua e questo può confondere il proprietario portandolo ad ipotizzare che si tratti di un’emergenza.

Questi soggetti appaiono in stato comatoso, con mucose pallide e un lungo periodo di inappetenza alle spalle.

Appare, quindi, importante imparare a osservare queste specie per non arrivare a stadi in cui non c’è più nulla da fare, quando, invece si sarebbero potute curare.

Quali sono le emergenze per questi rettili?

Le vere emergenze nella clinica di questi soggetti sono di natura traumatica.

Si tratta solitamente di fratture del guscio e degli arti causate da impatto o attacco da parte di predatori.

In questi casi la priorità è stabilizzare il paziente.
Durante la visita clinica viene immediatamente valutato:

  • lo stato del sensorio del soggetto 
  • i riflessi oculari e delle zampe
  • osservando la risposta agli stimoli dolorifici.

Il colore delle mucose può informarci sulla presenza di eventuali emorragie interne e indurci a decidere di effettuare un prelievo o una radiografia.

Spesso in seguito a un trauma queste possono apparire molto pallide.

Con il prelievo possiamo valutare il PCV che è indice dello stato di idratazione e ci aiuta ad escludere la presenza di emorragie interne.

In radiografia, soprattutto sfruttando il fascio orizzontale, viene spesso riscontrata la presenza di liquido libero in cavità celomatica che può essere conseguente a:

  • rottura di un organo interno
  • emorragia
  • presenza di uova – nelle femmina, durante il periodo riproduttivo che, in seguito all’impatto, possono andare incontro a rottura.

Con l’esame radiografico possiamo diagnosticare la maggior parte delle fratture, anche della colonna vertebrale indotte, per esempio, da falciatrice.

Spesso, inoltre, i predatori come i topi possono ferire le estremità delle zampe o il becco e bisogna ricorrere tempestivamente ad amputazioni o a ricostruzione della ranfoteca.

Necessario ispezionare attentamente il guscio ed per escludere la presenza di lesioni o di cedimenti della struttura a livello dei punti di giunzione delle placche ossee.

Nei prossimi articoli parleremo di patologie specifiche, che rappresentano una emergenza clinica:

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