tartaruga di terra come gestirla

Tartaruga di terra: ecco cosa devi sapere

Le tartarughe sono una specie sempre più frequente nelle nostre case, ma cosa sappiamo su di esse? Ecco un articolo che ti spiega come riconoscerle e gestirle in modo corretto per farle vivere a lungo e in salute.

Indice dell'articolo

Tartaruga di terra, quali sono?

Nel linguaggio comune, siamo tutti abituati a utilizzare il termine tartaruga.

Tuttavia, dal punto di vista medico e scientifico, dovremmo parlare di ordine Testudines o Chelonia.

Questo ordine risulta ulteriormente suddiviso in due sottordini:

  • Pleurodira: esemplari in cui il collo viene piegato di lato e non retratto nella corazza, formando una “s” sul pieno orizzontale.
    Sono tartarughe diffuse in Africa, Australia e Sud America.
  • Cryptodira: esemplari il cui collo ed in genere la testa vengono retratti nella corazza tra le scapole.
    Sono cheloni diffusi in Africa, Asia, America ed Europa.

Proprio questo secondo sottordine è suddiviso in tre grandi gruppi, comprendenti dodici famiglie, tra cui quella della Testudinidae, ovvero quella che noi tutti conosciamo come “tartaruga di terra”.

Il letargo

Uno dei tratti peculiari per cui le tartarughe sono conosciute da tutti, oltre alla loro lentezza, è sicuramente il fatto di andare in letargo.

In realtà, occorre fare una precisazione: non tutte le tartarughe di terra vanno in letargo.

Per questo è bene conoscere le caratteristiche ed esigenze del proprio pet.

Si deve consentire di entrare in letargo solo ad animali in condizioni fisiche ottimali e con sufficienti riserve corporee accumulate durante la stagione calda.

Normalmente, quando le condizioni climatiche raggiungono un punto critico, la tartaruga inizia a scavare il terreno e si interra.

Condizioni per cui il letargo non si deve consentire sono:

  • animali malati
  • operati di recente
  • debilitati
  • parassitati 
  • sottopeso.

Questi, durante l’inverno, vanno alloggiati in un terrario ben allestito, affinché possano essere alimentati e/o curati.

Il letargo ideale deve svolgersi a 5°C.
Temperature inferiori ai 2°C o superiori agli 11°C possono, in differente maniera, arrecare danni alle volte anche irreversibili alla tartaruga.

Se il letargo si svolge in condizioni ottimali, le tartarughe perdono circa l’1% del proprio peso corporeo per ogni mese.

I rischi legati al letargo esterno

Se si ha una tartaruga in giardino, è bene ricordare che potrebbe andare incontro a problemi, tra questi abbiamo:

  • possibile attacco da parte di predatori naturali, come (topi o ratti);
  • pericolo di annegamento in concomitanza di precipitazioni piovose intense.

Come proteggere la tartaruga durante il letargo

È possibile proteggere la nostra tartaruga allestendo una zona isolata e protetta nella quale potrà rifugiarsi in concomitanza del letargo.

Un’alternativa è quella del letargo al chiuso, dove la tartaruga viene alloggiata in contenitori ben isolati e riparati e posizionati in luoghi areati (per esempio una cantina o un garage).

Risveglio dal letargo: come gestirlo?

In primavera, con il rialzo delle temperature, le tartarughe si risvegliano dal letargo.

La prima necessità che ha la tartaruga al momento del risveglio, è quella di scaldarsi e di bere per idratarsi.

Appena emersa, andrebbe posta in un contenitore di acqua bassa e a temperatura ambiente.

Entro sette giorni B la tartaruga ricomincerà ad alimentarsi. Se così non fosse, sarà necessaria la visita dal veterinario.

Cosa mangia la tartaruga di terra?

Per ogni specie l’alimentazione in cattività deve replicare quanto più possibile quella naturale.

Nello specifico si possono individuare tre gruppi principali: carnivori, onnivori, vegetariani.

La maggior parte delle specie di testudo di terra rientrano nel terzo gruppo e hanno un’alimentazione prettamente vegetariana.

La loro dieta deve contenere:

  • alti livelli di fibra (18-28%);
  • un moderato quantitativo di proteine (15-35%);
  • pochi grassi (meno del 10%);
  • livelli trascurabili di amido.

Molto importante è l’elevato contenuto di calcio ed un rapporto calcio-fosforo elevato.

La dieta ideale per la maggior parte delle specie consiste in erbe e piante da foraggio, (ad esempio erba medica e tarassaco, ottime per l’elevato contenuto di calcio) eventualmente integrate con quantità limitate di verdura (ad esempio cicorie e radicchi).

La frutta va evitata o limitata al minimo perché ha in genere un rapporto calcio-fosforo sfavorevole e può causare disturbi gastrointestinali.

Cosa fa male alla tartaruga di terra come alimentazione?

Gli errori alimentari più comuni sono rappresentati dalla somministrazioni di:

  • alimenti di origine animale (ad esempio cibo per cani e gatti)
  • carboidrati (frutta, pane)
  • verdure a basso contenuto di calcio 
  • vegetali eccessivamente proteici (fagioli e piselli).

Dove posso comprare una tartaruga?

Ma a chi posso rivolgermi se volessi prendermi cura di una tartaruga?

In Italia esistono sia allevamenti ufficialmente riconosciuti, sia persone che amatorialmente e in maniera autonoma creano piccoli allevamenti di tartarughe di terra.

Tutte le specie di tartarughe terrestri sono tutelate da norme internazionali e nazionali (CITES).

Pertanto all’atto dell’acquisto deve essere presente una modulistica dedicata: senza di questa il rischio è l’accusa di detenzione illegale di animale.

Come distinguere il maschio dalla femmina?

I segni più comuni per il riconoscimento del sesso sono:

  • la maggiore lunghezza delle unghie degli arti anteriori nei maschi,
  • la maggiore lunghezza della coda nei maschi,
  • la localizzazione della cloaca.

Una curiosità che non tutti conoscono è che il sesso alla nascita viene determinato dal calore ambientale al momento della schiusa.

Esiste infatti una temperatura sensibile durante lo sviluppo embrionale in grado di influenzare le concentrazioni ormonali ed enzimatiche determinando il successivo sesso del soggetto.

Questo significa che negli allevamenti è possibile influenzare il sesso dei nati.

Quali visite e controlli vanno fatti dal veterinario?

Come abbiamo anticipato, è sempre consigliato far visitare dal veterinario la propria tartaruga, prima e dopo il letargo.

I periodi di transizione dalla vita al letargo e viceversa, comportano grandi alterazioni nel metabolismo di questi animali, quindi fargli affrontare questa fase nel pieno delle proprie condizioni fisiche permetterà una tutela alla vita ed al benessere di questi animali.

Oltre al monitoraggio del peso pre e post letargo ed esami di routine, come l’analisi delle feci, è sempre bene stabilire un piano di controlli periodici nel corso dell’anno per mantenere sempre sotto osservazione lo stato di buona salute della tua tartaruga.

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