problemi riproduttivi nelle testuggini

Disordini riproduttivi delle tartarughe

Praticamente inesistenti in natura, in cattività, i disordini riproduttivi sono conseguenti a cattiva gestione alimentare e ambientale. Vediamo di cosa si tratta

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Disordini riproduttivi nelle testuggini e tartarughe, quali soggetti colpiscono?

Questi disturbi, sono frequenti in animali i cui proprietari ignorano il sesso e che vengono portati in clinica per una sintomatologia aspecifica di anoressia e debolezza.

Il più delle volte la scoperta di uova ritenute è del tutto casuale e avviene durante il controllo radiografico quando si cercano le cause che hanno indotto il cambiamento del comportamento.

Cause

Le cause sono soprattutto ambientali:

  • soggetti reclusi in spazi troppo piccoli 
  • che non possono espletare i loro comportamenti filosiologici riproduttivi, per esempio in mancanza di terra nelle testuggini terrestri.
  • nelle specie palustri, sono gli effetti della carenza di calcio negli anni, troppo spesso determinata da diete a base unicamente di gamberetti secchi.

L’arresto dell’attività riproduttiva può avvenire a più livelli, si parla di stasi follicolare pre o post ovulatoria.

Può essere quindi attivata la follicologenesi senza possibilità di sviluppo dell’uovo: all’interno del celoma sono presenti numerosi follicoli che non riescono ad ovulare.

Nei casi più gravi questi si possono rompere o causare l’infiammazione del celoma o essere riassorbiti, oppure l’uovo riesce a formarsi ma non può essere espulso.
Essendo presente lo stimolo ovulatorio, si formano numerose uova che possono cadere anche in vescica.

Sintomi

Il proprietario arriva in clinica alla fine della stagione riproduttiva con un soggetto di sesso femminile

  • apatico
  • anoressico 
  • con difficoltà respiratorie
  • che la stagione precedente aveva fatto tante uova.

Diagnosi di distocia nelle tartarughe

Una condizione di distocia può essere accertata agevolmente per via radiografica, ma, quando le uova sono poco calcificate perché “vecchie” o radiograficamente è presente liquido libero in celoma e non è facile distinguerle dai follicoli, può essere effettuato un esame ecografico.

Trattamento

L’animale deve essere ricoverato, sottoposto a terapia con calcio e ossitocina, deve rimanere in giardino per molte ore, garantendo la corretta esposizione solare.

Quando vi è il sospetto che le uova sono in vescica, bisogna effettuare una cistoscopia e se dopo un lungo periodo di ospedalizzazione le uova non vengono espulse, può essere necessaria la rimozione endoscopica.

In questi soggetti bisogna comunque correggere la gestione a casa e, nel caso in cui i problemi si ripresentino annualmente, può essere presa in considerazione l’idea di sterilizzarli.

Prevenzione

Ancora una volta la prevenzione è rappresentata dalla corretta gestione e detenzione dell’animale. 

Consultare un veterinario esperto di Animali esotici rappresenta certamente la soluzione più valida.

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